P1010948 Di alcune immagini della lirica di Pessoa che ti trascrivo, come intuirai, sono testimone, dicevi per lettera.  

L'idea dell'innocenza dei gesti, unita a quella di invisibili serpenti che ne sono il contraddittorio e inevitabile rovescio, mi è sembrata molto efficace. Bellissima anche la raffigurazione delle vele, metafora della vita inutilmente in lotta.

Sì, le tue parole coglievano precisamente il senso. Oggi mi rifletto più di tutto nei versi dell’ultima strofa, come in una specchiera lucida.

Qui si sta in pace,
lungi dal mondo e dalla vita,
pieni di non aver passato,
anche il futuro s'oblia.
Qui si sta in pace.

Aveva i gesti innocenti,
ridevano gli occhi nel fondo.
Ma invisibili serpenti
la facevano del mondo.
Aveva i gesti innocenti.

Qui tutto è pace e mare.
Come lungi la vista si perde
nella solitudine che rende
ombra l'azzurro ch'è verde!
Qui tutto è pace e mare.

Sì, poteva essere stato…
Ma né volontà né ragione
hanno condotto il mondo
a diletto o soluzione.
Sì, poteva essere stato…

Ora non dimentico e sogno.
Chiudo gli occhi, ascolto il mare
e ascoltandolo bene, immagino
di veder l'azzurro inverdire.
Ora non dimentico e sogno.

Non è stato proposito, no.
I suoi gesti innocenti
toccavano il cuore
come invisibili serpenti.
Non è stato proposito, no.

Dormo, sveglio e solitario.
Cos'è stata la mia vita?
Vele d'inutile mulino:
un movimento senza lotta…
Dormo, sveglio e solitario.

Nulla spiega né consola.
Tutto è sicuro dopo.
Ma il dolore che ci devasta,
la pena di non essere due:
nulla spiega né consola.

(Fernando Pessoa, Poesie. Fotografia scattata a Cesenatico il 7 maggio 2011)

3 responses to “Innocenza e vele d’inutile mulino”

  1. Avatar Prishilla

    Già, capita che le poesie siano specchi implacabili. Qualche volta sono anche delicati inviti. Non dimentico e sogno. E’ molto bella.
    Prish

  2. Avatar dragor
    dragor

    L’Adriatico come l’Atlantico, chiudi gli occhi e ti abbandoni alla saudade a tempo di fado. Mi dispiace di non conoscere il portoghese per leggere Pessoa nella lingua originale. Credo che nelle traduzioni vada sempre perso qualcosa
    Bellissima poesia.
    Ciao Pim, a presto
    drago (journal intime)

  3. Avatar Pim

    @ Prish:
    So di non essere originale, però amo molto Pessoa. Soprattutto dope aver visitato Lisbona, ho capito meglio le sue poesie.
    @ Dragor:
    Tradurre è sempre un po’ tradire, però il portoghese è una lingua terrificante!

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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