Fatte d'ombra << Abbiamo deciso di vederci ogni tanto, senza impegno. Sai com’è: usciamo insieme, beviamo una cosa… Sì, scopiamo, ma così, non ci diamo troppa importanza… >>.

Nel locale è entrata una comitiva di ragazzi che coprono di voci la musica caraibica in sottofondo. Tutto molto anni ’70, mi dico guardando le pareti con su appesi i poster di Marley.

Decido le parole e, dopo un sospiro, le faccio cadere ad una ad una come tanti sassetti.

<< Non esistono relazioni senza importanza. Quando entri nella vita di qualcuno non puoi pensare di lasciare le cose come stanno. E così quando qualcuno si introduce nella tua. Non se ne esce mai indenni >>.

Fuori si sta consumando un caldo pomeriggio di prima estate.

C’è tanta luce.

Penso alle nostre esistenze, fatte d’ombra.

9 risposte a “Fatte d’ombra”

  1. Avatar rosy
    rosy

    l’atmosfera è enigmatica proprio come quella di un quadro di hopper, non nomini il tuo interlocutore, se è uomo o donna, perchè ti dice quelle cose, come prosegue la storia….

  2. Avatar Pim

    Ho l’Inconscio reticente… 🙂

  3. Avatar giacinta

    Non potevi dirlo meglio.
    p.s.
    Il dipinto di Hopper mi piace così tanto da averlo riprodotto qualche anno fa.

  4. Avatar Pim

    È anche uno dei miei preferiti. La sue immagini immerse nel silenzio, con quel qualcosa di metafisico, illustrano bene certi racconti.
    Ti auguro un buon fine settimana, Giacinta, a presto.
    Pim

  5. Avatar dragor
    dragor

    Anch’io volevo dire Hopper, ma mi hanno preceduto. C’e’ pure il contrasto luce-ombra. E’ metafisico
    dragor {journal intime)

  6. Avatar PuntoG

    Hopper è stato già detto!
    A volte non contano i nomi e i luoghi. Intendo nel racconto. Ma l’emozione, il ricordo, insomma tutto ciò che ci gira intorno. Trovo molto intenso l’ossimoro “tanta luce-ombra”.
    A proposito di sassolini, anche Prishilla tempo fa aveva scritto una bella cosa.
    Buonanotte Pim

  7. Avatar Pim

    E’ vero, PuntoG. Cito: “Queste parole sono sassolini, che ho tenuto in tasca per un pezzo: ci ho giocato con le dita, aspettando autobus e idee, li ho scaldati nel palmo della mano facendo la fila per pagare la mia busta di insalata e la farina. Li ho tenuti in tasca per un pezzo, sapendo che prima o poi sarebbero venuti buoni, ed oggi mi sembra proprio il giorno giusto per farli cadere sul sentiero…”. Le immagini proposte da Prishilla rimangono impresse nell’inconscio come ceralacca.
    Buon lunedì, ciao.
    Pim

  8. Avatar Elena

    Racconto fatto di pennellate brevi, ma intense. Ed in qualcuna mi riconosco pure.
    Sempre bravissimo, Pim.
    Un abbraccio
    Elena

  9. Avatar Pim

    Grazie Elena, è sempre un piacere ritrovarti.
    Un abbraccio.
    P.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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