Cucinare per qualcuno è la più alta espressione d’amore.
Cucinare per qualcuno è la più alta espressione d’amore.
Sì. Proprio sì.
Ah, e cucinare per qualcuno una frittatina alle erbe aromatiche, con tutti i crismi, ma proprio tutti, e lanciarla irrimediabilmente nel secchiaio nel maldestro tentativo di girarla, come la vedi? dici che è un segno del destino…??
Prish
Freud direbbe che, in realtà, la volevi proprio lanciare nel cestino.
O forse era soltanto un esercizio di giocoleria?
In ogni caso: per girare la frittata occorre eseguire un movimento rapido con l’avambraccio, ma soprattutto non trovarsi proprio sopra il secchiaio! 🙂
Ciao Prish!.
Pim
Ehm, temo che l’ultimo particolare che hai sottolineato tagli la testa al toro e dia ragione al vecchio Freud… !!
Ci riproverò! a presto
Prish
ehm….ma invitare il partner al ristorante non basta?
Gesto carino, Rosy, ma non è la stessa cosa. Bastano due spaghetti e una bottiglia di buon rosso (peraltro, la pancia piena fa male all’amore)…
(Mi sciolgo)
Già….è un pò come fare l’amore.
Pienamente d’accordo, Pim!
HP
@ PuntoG:
Può essere un buon preludio. Anche se, talvolta, si passa subito all’amore e la cena resta lì. 🙂
@ HP:
Da buongustaio come (sono certo) sei…
Ciao.
Pim
Dipende da come si cucina. A volte non si ama nemmeno facendo l’amore
dragor (journal intime)
Se le intenzioni culinarie sono buone, si può passare sopra anche a una cena non proprio perfetta (in ogni caso, caro Dragor, io mi cautelo sempre portando un buon vino!).
Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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