È adessoÈ adesso? È adesso che hai paura di perdermi? Dopo tutta la sofferenza inflitta, di cui sei stata complice, dopo le tante umiliazioni che ho dovuto sopportare, l’insensibilità, dopo i silenzi, le notti insonni, i pianti sconsolati. È adesso che senti la terra franare sotto i piedi, che temi sia scaduto il tempo per rimediare, è adesso che avverti che il mio cuore non ti appartiene più?

Sapessi quante volte mi sono chiesto disperato cosa restava, se amarti, odiarti, se andare o rimanere. È adesso che dovrei presentare il conto, vendicare tutto il male, piegarti sotto il rancore, farti implorare un’indulgenza che non meriti.

Invece guardo le tue lacrime, le lacrime di una donna che si scopre incapace di amare.

E ti asciugo il viso.

7 risposte a “È adesso?”

  1. Avatar PuntoG

    Credo sia il “gioco” dell’amare quello di sostenere e rimanere.
    Non ho cura di te perchè ti amo ma ti amo perchè ho cura di te.
    Un abbraccio Pim
    PuntoG

  2. Avatar Pim

    Un gioco che però, almeno qualche volta, ha regole incomprensibili che lo rendono difficilmente praticabile. Un gioco nel quale si fa fatica a riconoscere parti di sé. Un gioco in cui non ci sono concorrenti ma avversari. Senza vincitori, solo vinti…
    Grazie G., contraccambio l’abbraccio.
    P.

  3. Avatar rosy
    rosy

    più la leggo e più mette tristezza…
    ma come mai hai scritto questo post?

  4. Avatar Pim

    Perché credo più nella scrittura che ai consulenti matrimoniali…

  5. Avatar giacinta

    Bello, Pim. Bello e …vero! Ciao!
    p.s.
    indovinatissima anche la foto

  6. Avatar prishilla

    Anche io Pim, credo più alla scrittura che ai consulenti matrimoniali. E credo anche che amare l’incapacità di amare sia un amore grandissimo. Un amore che fa venire le vesciche ai piedi ma che porta lontano.
    Un post bellissimo.
    Un abbraccio, Prish

  7. Avatar Pim

    @ Giacinta:
    La fotografia riproduce un quadro di Dalì (sorprendente, vero?) che mi piace molto.
    @ Prishilla:
    A dire il vero sono fermo alle vesciche ai piedi… 🙂 A parte la battuta, credo nella pietas, un sentimento che va esercitato sempre e soprattutto con le persone che ci stanno vicino.
    Pim

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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