(Fotografie scattate a Malia, Creta, luglio-agosto 2012)
E’ Vuoto ! sembra che tu sia il solo ad avere ceduto al canto delle sirene 🙂
Il villaggio non era vuoto, naturalmente no, ho colto queste immagini in momenti preserali – tra la piscina e la cena. Vero però che non era al completo, la crisi economica ha invaso tutti gli aspetti delle nostre esistenze e soprattutto quello ricreazionale. Ne parlerò tra qualche giorno (appena troverò il tempo per scriverne).
Ciao Alex.
Pim
Es war echt Spitze bei Euch !
Ja, natürlich!
(E col tedesco mi fermo all’incirca qua.)
Bentornato! dalle foto, e dal titolo, direi che il relax non ti è mancato: ne sono contenta.
buon rientro, Prish
Grazie Prish, benritrovata. Ho fatto la lucertola al sole, immerso nel dolcefarniente di paperiniana memoria. Fin che si può… 🙂
Pim
ci sono stata qualche anno fa e me ne sono innamorata! il mare è blu, la vegetazione è bella rigogliosa, le temperature sono fantastiche…..i cocktail son buonissimi e la gente è avantissima!
D’accordo su tutto, anche sui cocktail – giramenti di testa garantiti!
Pim
Mi piacerebbe mettermi quel bicchiere di uzo sulla fronte e ballare a un ritmo cadenzato di 2/4. Non so resistere alla musica greca
dragor (journal intime)
Ti dirò, caro Dragor. Appena arrivato a Malia mi hanno offerto dell’ouzo che ho incautamente accettato. Sarà perché ero digiuno o a causa del caldo, ma non mi sono più alzato dal tavolo per tutto il pranzo: le gambe non mi avrebbero sostenuto e la testa sarebbe volata via come un palloncino… Avrà giusto la gradazione della sambuca, ma con l’ouzo ho chiuso! 🙂
A presto, bye!
Pim
Ammaliata da queste foto, credo che appena potrò visiterò Malia. Anche il nome è tutto un programma
Tesea
La zona di Malia è in effetti assai bella, punto di partenza per escursioni in tutta l’isola. Unico difetto il mare, sempre piuttosto mosso, battuto com’è dal vento di tramontana.
Ciao Tesea, grazie.
Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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