P1010477Non troverai nessuno, soprattutto un intellettuale, che voglia lasciare Londra. No, Sir, quando un uomo è stanco di Londra è stanco della vita: a Londra c’è tutto ciò che questa vita possa offrire”. (Samuel Johnson, 1709-1784)

… Sebbene non siano sufficienti mille vite per poter dire di averla posseduta e svelata fino in fondo.

(Fotografia scattata il 12 marzo 2010)

9 risposte a “Lasciare Londra”

  1. Avatar PuntoG
    PuntoG

    Ogni tanto, all’ improvviso, e senza un apparente perché, ti scappa la vena fotografica. Chi sa…. 🙂
    Ben tormenti. Pim
    .G

  2. Avatar Pim

    🙂 La verità? Ho un sacco di fotografie in archivio e non molto tempo per scrivere (ma a quest’ultima faccenda rimedierò presto).
    Buona vacanza, G.
    Con un abbraccio
    Pim

  3. Avatar giacinta
    giacinta

    ho notato anch’io questa citazione ieri, durante la cerimonia di chiusura ( Hai notato la differenza tra la musica di qualche decennio fa e l’attuale? La stessa che passa tra un’elegante calle e una ridondante e un po’ volgare peonia ). Ciao!

  4. Avatar Pim

    Musiche e coreografie sono oggi assai più informali rispetto (per fare un esempio che ricordo) a Mosca ’80. Più leggerezza e spontaneità ma meno stile e, forse, meno eleganza.
    Ciao Giacinta, grazie.
    Pim

  5. Avatar dragor'
    dragor’

    Perché non conosce Kigali 🙂
    dragor (journal intime)

  6. Avatar Pim

    L’organizzazione sarebbe forse un po’ complicata e poi dovrei convincere qualcuno che ho in casa, ma mi hai fatto venire una gran voglia di trascorrere le prossime vacanze a Kigali. Giuro!

  7. Avatar bourbaki

    bastano 5 minuti per essere stanchi del caos londinese e di quel benedetto mind the gap ripetuto ad ogni step 🙂

  8. Avatar Tesea
    Tesea

    In effetti nella Londra di oggi non ho riconosciuto quella della mia infanzia, stranamente nemmeno nei luoghi (per quanto centrali e architettonicamente immutati) adiacenti a quella che era la mia abitazione. L’aria, l’atmosfera irriconoscibili.
    Tesea

  9. Avatar bourbaki

    @Tesea ho paura che niente assomigli più ai luoghi della nostra infanzia; per quanto immutati rimangano siamo noi che cambiamo 🙂

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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