Il disagio della civiltàIn Il disagio della civiltà, scritto nel 1929, Freud tracciava un
quadro lucidamente pessimista sulla condizione del genere umano, in balia del
conflitto tra pulsione di vita e pulsione di morte. In particolare si
interrogava sul futuro, poiché il progresso tecnologico consentiva
ora agli uomini di sterminarsi a vicenda. Gli avvenimenti storici non tardarono
dargli ragione. Per questo motivo l’opera ebbe grande risonanza, provocando
reazioni sia da parte degli psicoanalisti che di un pubblico più vasto,
soprattutto dopo la catastrofe di Hiroshima e la successiva corsa agli
armamenti nucleari.

Certo, con la dissoluzione dell’Unione
Sovietica e la fine della guerra fredda lo scenario politico globale è mutato,
ma la conseguenza è che oggi appare più confuso. Se, come sosteneva Hanna
Segal, negli scorsi decenni si pensava che un’altra guerra mondiale fosse impossibile
perché i governanti avevano troppa paura di una distruzione totale, il crollo
dell’equilibrio sostanziale tra Est e Ovest è coinciso con la fine drammatica
del mito dell’invulnerabilità americana. L'attacco terroristico alle Twin Towers, unica
azione bellica subita dagli Usa entro i propri confini, ha promosso l’Islam
nuovo nemico ufficiale. L’idea paranoide di un ulteriore scontro tra civiltà ha
riprodotto una catena di tensioni e conflitti sparsi a macchia di leopardo, per
questo difficilmente gestibili.

Dice ancora la Segal: “Credo che l’11 settembre sia stato fortemente
simbolico. Siamo stati scaraventati in un universo di frammentazione e,
talvolta, di disintegrazione totale e di terrore psicotico, e anche nella più
gran confusione: chi sono i nostri amici? Chi sono i nostri nemici? Da quale
parte saremo attaccati?… E ancora, abbiamo dei nemici all’interno? Si tratta
del terrore più primordiale del nostro sviluppo personale, non di una morte
comune, ma della visione di una disintegrazione personale deteriorata dall’ostilità.
E la situazione è ancora peggiore quando Dio interviene nell’equazione. Il monito
dell’Armageddon dei fondamentalisti cristiani è oggi paragonabile a quello dei
fondamentalisti islamici. La nostra salute mentale è minacciata da un universo
interiore caratterizzato da un delirio di potenza illimitata, di male assoluto
e di santità…
”.

Sul destino del genere umano,
Freud lasciò aperta la questione senza fornire soluzioni e neppure consolazione.
La crisi economica in cui siamo precipitati non fa che rafforzare il turbamento. La verità è che dobbiamo smettere di chiederci chi sono i nemici, uscire cioè da una
logica schizoparanoide (avrebbe detto Melanie Klein), di scissione tra buoni e
cattivi in cui i buoni siamo naturalmente noi. Si tratta di un’operazione
anzitutto mentale, interiore, in cui, sosteneva Bobbio, il nemico viene
pensato come interlocutore. Avere un orientamento comprensivo, riconoscere psicologicamente e culturalmente l’altro, farsi consapevoli dei propri sentimenti distruttivi, assumersi le proprie responsabilità… Questi sono alcuni degli
elementi appartenenti a una cultura di pace e solidarietà.

Se devo essere sincero, nemmeno
io sono troppo ottimista.

(Citazioni tratte da Leggere Freud, di J.M. Quinodoz, Borla ed.)

9 risposte a “Il disagio della nostra civiltà”

  1. Avatar Prishilla

    interessante riflessione. riconoscere psicologicamente e culturalmente l’altro implica anche ri – conoscere psicologicamente e culturalmente sè stessi. credo che sia questo aspetto in particolare che mi rende poco ottimista, proprio come te…
    buona serata, prish

  2. Avatar dragor
    dragor

    Perché paranoide? E’ una situazione oggettiva. Apri il giornale in un giorno qualsiasi, vedi solo islam di qui, islam di là e morti a centinaia. Come dice Bernard Lewis, è la terza ondata imperialista islamica alla conquista dell’occidente. Stavolta sembra che gli vada bene, a Londra e in altre città inglesi ci sono già i tribunali islamici che giudicano secondo la sharia e tanti saluti alla legge inglese. In Francia meglio sorvolare. A Malmoe, sono testimone oculare, hanno bruciato il mio chiosco preferito di frankfurter!
    dragor (journal intime)

  3. Avatar Pim

    Eh sì, prima di tutto occorre imparare a (ri)conoscere le parti distruttive esistenti in noi invece che attribuirle proiettivamente agli altri (come parlo forbito stamattina…). Purtroppo non vedo in giro molta gente disposta a mettersi così radicalmente in discussione.
    Ciao Prish, grazie.
    Pim

  4. Avatar Pim

    Infatti la paranoia è ben distribuita, caro Dragor. Nei casi che citi prende il nome di fascismo islamico (perlomeno alcuni lo chiamano così e la definizione mi sembra buona), in cui la religione non è che un pretesto per fare adepti. La teoria dello scontro tra civiltà non fa che alimentarlo. La cultura islamica comprende invece molti altre caratteristiche, per certi versi speculari alle nostre: tra queste anche movimenti d’opinione pacifisti (ne ebbi notizia in Siria, chissà che fine hanno fatto). Finché continuerà a prevalere la logica del nemico, che il cattivo è l’altro, prevarrà anche quella della guerra. Ovvero ciò che finora sta accadendo perché a molti (a troppi) conviene così.
    Ciao, grazie.
    Pim

  5. Avatar dragor
    dragor

    Pim, il fascismo è scritto nel Corano, il libro più fascista della storia. Non per niente Hitler lo ammirava. Lo scontro di civiltà non è un’ideologia, è un dato di fatto: e non da oggi ma da secoli, perché come tutti i fascismi l’islam ha una vocazione imperialista. Gli assassini del console americano a Bengasi sono semplicemente buoni musulmani. Quello che hanno fatto non è estremista, è scritto nel loro libro che prescrive l’uccisione di chiunque attenti all’islam. Come per la storia delle caricature di Maometto. Al Quaradawi, che è considerato un moderato, lo ha detto chiaro: ““Sotto la legge islamica, la regola nei confronti della blasfemia è chiara: il colpevole dev’essere messo a morte”. E la gente esegue.
    Ciao, a presto
    dragor (joiurnal intime)

  6. Avatar Pim

    Il Corano, come la Bibbia, sono testi talmente aperti che si può far dire loro tutto e il contrario di tutto, quindi non ci darei molto peso. Gli assassini di Bengasi sono assassini e basta: il loro gesto riconosce (o riconoscerebbe) pretesti talmente futili da risultare non credibili: a conferma invece che dietro la manovalanza kamikaze esistono menti raffinate con l’interesse di determinare un clima di contrapposizione tra blocchi per interessi squisitamente politici (dunque economici). Lo scontro tra civiltà è creato artificialmente, come lo era ai tempi dell’Urss. E in fatto di imperialismo… beh, l’”Occidente” ha insegnato e insegna purtroppo ancora molto in questo senso…
    A presto Dragor, grazie.
    Pim

  7. Avatar dragor
    dragor

    Pim, il paragone fra la Bibbia e il Corano è improponibile. Il Corano non è una profezia. “E’” Dio e si accetta alla lettera. Non ci sono ambiguita’. In caso di contraddizione, la sura più recente abroga la precedente. Tutte le sura “pacifiste” pre-Medina sono abrogate dalle violente post-Medina. E i risultati si vedono. Non sono certamente i buddisti a insanguinare il mondo.
    Conosco l’islam meglio di un talebano, una parte della mia famiglia è musulmana.Good night, a presto
    dragor (journal intime)

  8. Avatar Tesea
    Tesea

    Partendo dal dato di fatto che l’uomo è il più feroce di tutti gli animali, non c’è da stupirsi di nessuna infamia o nefandezza.
    La storia insegna che, obbedendo ad un meccanismo ripetitivo, a seconda dello scontro di interessi (o fanatismi), oggi colpiscono – o hanno colpito – gli uni, domani colpiranno gli altri.
    E’ comprensibile lo smarrimento della superpotenza: dopo aver sparacchiato e bombardato in lungo e in largo, ora il ruolo di bersaglio è toccato a loro.
    E’ lo shock della prima volta che si estende a tutto l’Occidente.
    Ci si augura, sconcertati, che sia anche l’ultima.
    Tesea

  9. Avatar Pim

    Sono sostanzialmente d’accordo con te, Tesea. C’è una frase che ripeto spesso: la storia è maestra di vita, ma ha pessimi allievi.
    Pim

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

Settembre 2012
L M M G V S D
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930

Scopri di più da SCRIVERE I RISVOLTI

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere