Cineforum
Il posto delle fragole, Jules et Jim, Uccellacci e uccellini, Il matrimonio di Maria Braun. Li vidi da ragazzino al cineforum, genere di locale piuttosto fumoso frequentato nel secolo scorso da carbonari e tupamaros. Parte integrante dell'arredamento erano i sedili di legno cigolante, strumento di tortura tanto semplice quanto crudele. La tremenda durezza scongiurava il raggiungimento di un equilibrio stabile, provocando il lento ma inesorabile logoramento dei glutei. Lo schienale terminava proprio sotto le scapole, in modo che fosse impossibile
appoggiare la testa, e infliggeva allo spettatore spietate fitte a livello della regione
cervicale. Qualcuno si sistemava allora nella classica posizione fetale, portando le ginocchia all'altezza dell'addome e appallottolandosi come un armadillo (il noto animillo che galippa galippa). Qualcun altro tentava quella ginecologica, allungando i piedi sul sedile davanti, con il rischio di decapitare qualche malcapitato. Per compenso, non si poteva assolutamente scivolare in terra: lo spazio tra le file era talmente ridotto che a stento ci stavano le gambe. Pomiciare lì sotto sarebbe stato un gran numero di contorsionismo circense.

Insomma: altro che le poltrone
supercomode e superergonomiche delle multisale di oggi, disposte in modo tale che tra una serie e l’altra ci transiti un tir, su cui si può comodamente sonnecchiare, parlare al cellulare, rimpinzarsi di popcorn e cocacola. Quanto al film… massì, soprassediamo.

6 risposte a “Soprassediamo”

  1. Avatar rosy
    rosy

    il cineforum suscita oggi tenerezza, nostalgia, sorrisetti di sufficienza. Eppure aveva più di un merito, a parte divulgare il cinema d’autore: far comunicare le persone, con o senza il famigerato dibattito, farle star fuori casa fino a tardi, appassionarle a qualcosa di vitale. ecco.

  2. Avatar Pim

    Oh sì, Rosy. Compresi i cineforum parrocchiali: Laurel & Hardy, Bud Spencer e Terence Hill, l’immancabile Marcellino…

  3. Avatar irenespagnuolo

    oh è vero…i sedili di legno duri e cigolanti!!!

  4. Avatar Pim

    Non ho mai capito se il cigolio fosse congenito, dovuto alla natura legnosa dei sedili, oppure prodotto dall’umidità di quelle sale, impressionante soprattutto nei mesi invernali.
    Ciao Irene, a presto.
    P.

  5. Avatar Prishilla

    il mio commento si è perso nell’etere… dicevo che effettivamente quei sedili erano micidiali, ma quasi quasi preferivo la loro scomodità al rumore (e all’odore) dei pop corn sgranocchiati!

  6. Avatar Pim

    D’accordo con te, Prish. Il cinema non è uno snack bar, o si guarda o si mangia, sennò si arriverà al pollo fritto col ketchup. Buon motivo per evitare i multiplex, che fanno cassa con la vendita delle bibite gassate…
    Ciao, buona giornata.
    Pim

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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