GratitudineIl Cantico delle Creature di frate Francesco rappresenta la
descrizione poetica della gratitudine, uno dei sentimenti più nobili che l’animo
umano può sperimentare. Secondo Melanie Klein, essa si sviluppa quando il
bambino impara a godere della relazione con la mamma e di tutto ciò che di
buono gli offre. Dopo aver introdotto latte e amore, la sensazione di
appagamento che ne consegue gli permette di superare l’avidità e l’invidia primarie
e sentire gratitudine per quanto ricevuto. Non è una condizione di piacere egoistico:
la possibilità/capacità di provarla implica l’accettazione dei propri limiti e
apre la strada al riconoscimento dell’altro. È il segno del superamento della
posizione schizoparanoide e del raggiungimento di un funzionamento mentale depressivo; ovvero, il momento centrale della nostra crescita. La felicità è appunto questo ritrovarsi pieni d’amore e pienamente grati a chi ce lo dona, nonostante
le inadeguatezze che abbiamo. Francesco è l’esempio più alto del conseguimento di
uno stato mentale depressivo, perché si rivolge non a un oggetto specifico ma verso
il mondo e tutti gli esseri viventi. “Laudato sie, mi' Signore, cum tucte le tue creature”: il sole, la luna, l’acqua, l’aria, la
luce, la terra, il fuoco, la notte, l’amore.
E questo senso profondo del
ringraziamento va anche al dolore e alla morte intesi come aspetti ineludibili della
vita, da non negare bensì da elaborare.

7 risposte a “Gratitudine”

  1. Avatar rosy
    rosy

    bisogna essere dei santi, per l’appunto.

  2. Avatar Pim

    Al ocntrario, Rosy. Gratitudine significa rendersi pienamente conto di avere bisogno degli altri e che ad essi dobbiamo molto. In altre parole, accettare la finitezza del nostro essere umani.
    Pim

  3. Avatar irenespagnuolo

    …Gratitudine significa rendersi pienamente conto di avere bisogno degli altri e che ad essi dobbiamo molto. In altre parole, accettare la finitezza del nostro essere umani…
    Il post in tre righe, ti sei superato Pim 😉
    Splendido
    Irene

  4. Avatar Prishilla

    … e l’ingratitudine è un gran brutto handicap…
    prish

  5. Avatar Pim

    @ Irene:
    Ti sono grato – appunto! Diciamo che ho letto qualcosa in merito, l’ho meditato e fatto mio.
    @ Prishilla:
    Vero che non si fanno le cose per sentirsi ringraziare, però il mancato riconoscimento lascia sempre un pizzico di amaro in bocca. Si assapora e poi si passa oltre.
    Buona serata.
    Pim

  6. Avatar Agnese
    Agnese

    Bel post, Pim. Devi assolutamente farti una ricerca sull’ ho’oponopono. Perché ti ci sei allineato fortemente con il tuo commento. Grata… Agnese

  7. Avatar Pim

    La farò volentieri, sono curioso.
    Grazie Agnese, a presto.
    P.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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