P1010821Procedo lungo Corso Regina ad
andatura moderata, a quest’ora della sera non c’è traffico e si può viaggiare
tranquillamente. << Lo so bene che le nostre esistenze sono complicate >>, provo a commentare. << Capita
che, a un certo momento, incontri una persona che ti piace e hai voglia di
conoscerla meglio. Magari la relazione attuale attraversa una fase di difficoltà
e provi a capire se possa nascere qualcosa. Capisco tutto,
anche perché non sono stato e non resto immune da una situazione così.
Provo però una profonda pena nell’ammettere questa realtà >>. Distolgo lo
sguardo dalla strada e mi volgo verso di lei. Vedo che tiene il capo rivolto al
finestrino, assorta in chissà quali pensieri. << Io continuo a credere che
non sia giusto >>, riprendo, << Bisognerebbe amarsi per tutta la
vita. Perché, perché non deve essere così? >>.

4 risposte a “Bisognerebbe amarsi per tutta la vita”

  1. Avatar rosy
    rosy

    che belle le tue parole…. lo vorremmo tutti un amore eterno, pim, però a un certo punto succede qualcosa, qualcosa ci sfugge, le persone ci sfuggono per la nostra incapacità di voler bene davvero… dell’amore, quando lo perdi, non ti resta niente.

  2. Avatar Pim

    Forse, cara Rosy, aveva proprio ragione la buonanima del professor B.: l’amore dura cinque anni. Molto spesso anche meno, aggiungo io. E il perché è memoria appesa ad un filo.

  3. Avatar Prishilla

    Non c’è regola. Conosco amori infiniti, per davvero. Amori che a volte si nascondono. Amori che non fai in tempo a nominarli e sono già andati via. C’è di tutto, di tutto.
    Prish

  4. Avatar Pim

    Vero. Non bisogna idealizzare l’amore, perché esso nasce, si sviluppa e finisce come ogni cosa; non bisogna però neppure parlarne in termini riduzionisti, definirlo semplicemente un delirio come sosteneva nonno Sigismondo. È un sentimento bello quanto imperfetto, lieve e al tempo stesso gravato dalle nostre inadeguatezze. Si fa come si può: siamo esseri umani, appunto…
    Grazie Prish.
    Pim

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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