Casa è dove si fa l’amore. Un luogo di passioni, nel quale i desideri perdono asprezza, di attenzioni che si rendono fisiche. Un luogo della memoria, di quel tempo dell’adolescenza sensuale cantato da poeti e scrittori. La abita una donna, bella nel pomeriggio che insensibilmente scurisce, il sogno lento della mia vita. Passo le dita sul suo ventre, ne riconosco i movimenti nascosti, risalgo il corso degli umori e solo così mi sembra di toccare la verità. Perché senza una carne dentro la nostra carne non abbiamo certezza di esistere, il mondo là fuori, con il suo bottino di inganni, cade nell’irrealtà.
A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
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