NebraskaSo bene che la nostra coscienza è ingannevole, che in ognuno alberga una parte “bugiarda e imbrogliona” (Meltzer e Harris). Istintivamente però, come Woody Grant, credo a quello che mi dice la gente.
E non è un bene.

4 risposte a “Nebraska”

  1. Avatar Prishilla

    Istintivamente…. non ti credo! 🙂
    Sul serio, i risvolti indicano che forse istintivamente credi ma poi, razionalmente, dubiti. O quantomeno, ti interroghi….
    No?
    Buona settimana
    Prish

  2. Avatar dragor
    dragor

    Guarda caso, lo diceva anche Freud. Dalla gente e dalla coscienza accettiamo quello che lusinga il nostro ego. Il resto finisce nella pattumiera del subconscio.
    Ciao Pim, buon lunedi’.
    dragor (journal intime)

  3. Avatar Pim

    In effetti c’è una contemporaneità, Prish, credo e dubito: ma per una frazione di secondo vince la parte di me predisposta a concedere fiducia – o quantomeno vorrebbe. La parte che tende alla verità e fa fatica ad adattarsi a un mondo in cui, per tante ragioni, prevale invece il Falso Sé.
    Buona settimana anche a te, Prish.
    Pim

  4. Avatar Pim

    Condivido la visione terraterra – quando non pessimistica – di nonno Sigismondo sulla natura umana: pernso anch’io che il narcisismo finisce spesso per prevalere, caro Dragor, ma questo è solo un aspetto della considerazione che facevo durante la visione del film. In questo particolare momento della vita vorrei che le persone a me care fossero animate da una tensione alla verità, la stessa di cui sento urgenza io, alla quale invece deliberatamente si sottraggono. E ne provo profondo dispiacere.
    Buon lunedì anche a te.
    P.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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