Ecco qual è il mio vero problema: non amo particolarmente finire le cose.
Ecco qual è il mio vero problema: non amo particolarmente finire le cose.
E’ il viaggio che conta, non la meta. Soffro della stessa malattia, per questo so trovare spiegazioni giustificative 😉
Un abbraccio
.G
È una vita che ne do anch’io, cara G., però sono giunto alla conclusione che, almeno in qualche occasione, è la meta a giustificare il viaggio. Mi ripeto allora che devo vincere la tendenza a godermi pienamente il panorama (adelante Pedro, con juicio), aumentare l’andatura da passeggio che amo tanto e radunare le forze in vista della volata finale. Proviamoci, va’… 🙂
Contraccambio l’abbraccio.
P.
Ci penserò (forse 😉
Purché non siano poi le cose a finire te! 😉
Buon viaggio! Prish
Saggia osservazione, Prish.
🙂
Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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