Eugen FreundE poi uno dice gli austriaci. Per le strade di Vienna vedi i manifesti elettorali in vista delle elezioni europee: sono pochi, il denaro pubblico non si butta e poi l'estetica dei palazzi neoclassici va preservata. Il politico dai toni più esagitati è tal Eugen Freund che, con la sua espressione da nerd, dichiara di avere l'Europa in testa e l'Austria nel cuore. Pensando a Beppe Grillo che sbava rabido sul web e nelle piazze, ho avuto un moto di incredulità. 

Conchita WurstLa trionfatrice dell'Eurovision Song Contest viene da Gmunden. Si chiama Conchita Wurst, non è bionda e nemmeno glaucopide come stereotipo imporrebbe ma una drag queen, per giunta barbuta come Fidel. Sabato notte i compatrioti hanno fatto festa, orgogliosi del suo talento. Il premier Heinz Fischer ha parlato di vittoria della diversità e della tolleranza. Gli esponenti di un partito di Destra si sono limitati a borbottare qualcosa e poi, pure loro, Trink Trink Brüderlein Trink. Se mi figuro la faccia che, da noi, avrebbe fatto Giovanardi mi scappa da ridere.

Sapete che faccio? Quasiquasi chiedo asilo politico all'Austria.

6 responses to “E poi uno dice gli austriaci”

  1. Avatar rosy
    rosy

    glaucopide? ma che ti salta in mente, pim!!!!

  2. Avatar Pim

    Atena era glaucopide, e Venere callipigia. 🙂

  3. Avatar Alex

    Io parlerei di tolleranza quando tutte le Concita Wurtz d’Austria avranno accesso a tutte le professioni e non solo a quella di cantante ! Noto che gli italiani hanno votato per lei 🙂
    Alex

  4. Avatar Pim

    Giusta considerazione, Alex. La tolleranza si dimostra nella quotidianità e non solo nelle circostanze eccezionali.

  5. Avatar dragor
    dragor

    l’Eurovision dovrebbe essere un festival dove ogni paese presenta il meglio della sua tradizione musicale. Invece da qualche anno tutti cantano le stesse canzoni in inglese ed è diventato impossibile distinguere uno svedese da un turco. Bisognerebbe chiamarlo Anglovision 🙂
    dragor (journal intime)

  6. Avatar Pim

    Anche questo è vero. In tutto l”Occidente” va un pop omogeneizzato, plastificato, risaputo, che annulla tutte le ricchissime tradizioni musicali dei vari Paesi. E purtroppo ha condizionato pure i gusti delle popolazioni del Vicino Oriente, che ascoltano prodotti simili altrettanto commerciali.
    Ciao Dragor, a presto.
    P.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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