…. e finirle!! 🙂
buona domenica, e ‘buon coraggio’
Prish
Sei stata brava a cogliere un nesso tra i post di cui non mi ero reso conto, Prish.
Che osservatrice attenta… 🙂
Ha ragione Eco: il lettore ne sa sempre più dell’autore.
Abbracci.
Pim
E aggiungo un parallelo…perché stiamo accarezzando lo stesso percorso. E’ l’età? La vita? La sensibilità? Accorgersi sempre più di quanto non si debba aspettare o rinviare. Di quanto possiamo fare e dire invece di rimuginarci su per sempre. Di quanto si possa cogliere negli altri, invece di perderlo perché siamo di corsa, distratti, pigri o vili…
Comunque mi piace ‘andare incontro alle cose’. Così essenziale!
Un abbraccio speciale, Pim
Irene
Grazie Irene. Mi conforta sapere che esistono altre persone della mia età le quali si confrontano con questioni analoghe senza celare qualche rovello interiore. A volte si tratta solo di mettersi in moto rompendo gli indugi – alea iacta est -, altre volte di smuovere certe situazioni diventate statiche. In ogni caso, di vincere l’inerzia fatalista che talvolta ci prende.
Un abbraccio.
P.
Il mio guarda dalla spia 🙂
dragor (journal intime)
Cuore prudente… chiede anche la parola d’ordine? 🙂
Vero Pim! Perché attendere sollecitazioni estemporanee che indirizzino il nostro prossimo quartodora, la nostra giornata e finanche la nostra vita.
Se ci guardiamo dentro, in fondo a noi stessi, troviamo che cosa siamo chiamati a fare e, soprattutto, ad essere: è scritto dentro di noi.
Coraggio, apriamo le porte del cuore non perché sollecitati bensì liberamente e come scelta
Passeremo da persone che semplicemente re-agiscono a persone che agiscono: da re-attori ad attori
E allora con quanta più consapevolezza e spontaneità apriremo veramente il cuore
Facciamoci coraggio assieme caro Pim
Grazie Marco, proviamoci!
🙂
Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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