Tra di noi, ora, si distende impassibile un mese
come un paravento di giorni grigi.
(Federico García Lorca)
 
Apro l’agenda: possibile che sia passato così tanto tempo? Un mese, tre mesi oppure quattro, dieci anni o forse trenta. Nel mezzo, a colmare il vuoto del silenzio, dell’assenza, neanche una telefonata, neppure un sms, un'e-mail. Niente, non so più nulla di lei. I giorni, i mesi, gli anni, mi fissano adesso spenti e indifferenti: sono trascorsi, estinguendo progressivamente il senso di un’esperienza, finendo per rinnegarla. Ma anche questo succede: se le persone che pensavamo importanti non riescono a farsi rimpiangere, significa che non v’era alcuna ragione per incontrarle.

5 risposte a “Tra di noi, ora”

  1. Avatar dragor
    dragor

    E’ vero, io ho divorziato 2 volte senza il minimo rimpianto. Altro che giorni grigi, sono tutti rosa. Quando non si va d’accordo,non c’è niente di meglio della libertà ritrovata.
    dragor (journal intime)

  2. Avatar Pim

    Nel mio caso non si tratta di un divorzio ma della fine di un rapporto che consideravo importante. Comunque sì, hai ragione Dragor: recuperare la consapevolezza di un proprio spazio personale, interiore, è la medicina migliore.

  3. Avatar PuntoG

    Il tempo fa cose buone, toglie “cose” per aggiungere valore. A volte il tolto è superfluo, a volte gemma di grande valore. E’ sempre l’assenza a darci la misura esatta. O la nostra mente fine che ricalibra il tutto per aiutarci a vivere. Dov’è la realtà? A volte credo di essere un ologramma.
    Stamattina ho le sinapsi ossidate :/
    Buongiorno Pim
    .G

  4. Avatar Pim

    Come la salita del Mortirolo screma il gruppo dei ciclisti al Giro d’Italia, allo stesso modo la memoria fa la selezione dei ricordi. Il tempo aggiusta, pialla, lima, cancella quando è il caso. A volte non siamo tanto ciò che abbiamo ma ciò che abbiamo perduto – nel bene o nel male (anche se, forse, non c’è un bene o un male). Per il resto, sono io a dover lubrificare le mie sinapsi cigolanti. Di più nin zo… 😉
    Ciao G.
    P.

  5. Avatar rosy
    rosy

    considerazione triste ma qualche volta vera….

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

Giugno 2014
L M M G V S D
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30  

Scopri di più da SCRIVERE I RISVOLTI

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere