E’ vero, io ho divorziato 2 volte senza il minimo rimpianto. Altro che giorni grigi, sono tutti rosa. Quando non si va d’accordo,non c’è niente di meglio della libertà ritrovata.
dragor (journal intime)
Nel mio caso non si tratta di un divorzio ma della fine di un rapporto che consideravo importante. Comunque sì, hai ragione Dragor: recuperare la consapevolezza di un proprio spazio personale, interiore, è la medicina migliore.
Il tempo fa cose buone, toglie “cose” per aggiungere valore. A volte il tolto è superfluo, a volte gemma di grande valore. E’ sempre l’assenza a darci la misura esatta. O la nostra mente fine che ricalibra il tutto per aiutarci a vivere. Dov’è la realtà? A volte credo di essere un ologramma.
Stamattina ho le sinapsi ossidate :/
Buongiorno Pim
.G
Come la salita del Mortirolo screma il gruppo dei ciclisti al Giro d’Italia, allo stesso modo la memoria fa la selezione dei ricordi. Il tempo aggiusta, pialla, lima, cancella quando è il caso. A volte non siamo tanto ciò che abbiamo ma ciò che abbiamo perduto – nel bene o nel male (anche se, forse, non c’è un bene o un male). Per il resto, sono io a dover lubrificare le mie sinapsi cigolanti. Di più nin zo… 😉
Ciao G.
P.
considerazione triste ma qualche volta vera….

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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