La si vede ancora, a passeggio lungo i quais, piccolina e raggrinzita. I parigini la fermano per una fotografia, un autografo con dedica.
La si vede ancora, a passeggio lungo i quais, piccolina e raggrinzita. I parigini la fermano per una fotografia, un autografo con dedica.“Jules et Jim”. Una storia assurda e irreale eppure sembra vera, perché sono veri i sentimenti che la animano: l’amicizia, la sincerità, l’onestà e soprattutto la femminilità ribelle di Jeanne, figura indimenticabile nella storia del cinema. “Struggente canto di libertà e anticonformismo” dice “il” Mereghetti.
Jules, Jim
Jeanne.
@ Emma:
Jules, Jim
Jeanne
Jeunesse
@ Luciano:
A mio parere “Jules et Jim” è un buon film ma non un capolavoro, come viene generalmente considerato dai critici. L’origine letteraria influisce in maniera eccessiva, la voce off appesantisce lo scorrere della vicenda, in certe parti risulta invecchiato per quel romanticismo decadente che vi si respira.
Vale però la pena ricordarlo: per lo stile e l’equilibrio, per la leggerezza che sprigiona, per l’anticonformismo, per l’affiatatissimo terzetto di protagonisti. Ma soprattutto per l’interpretazione di Jeanne Moreau.

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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