Le persone belleMi accorgo di cercare le persone sorridenti. Il sorriso alleggerisce le tensioni, che non mancano, comunica desiderio di vivere e difende, anche inconsapevolmente. Io stesso sorrido molto.

Peccato che gli occhi non siano spesso altrettanto capaci di sostenere questa serenità, non di rado solo desiderata, indotta, come questa primavera che è alle porte e sembra lontana.

La stanchezza si nota sulle facce di molti. A volte è mista a una blanda tristezza, a una specie di rassegnazione, alla noia.

Però le persone belle non sono mai stanche davvero. E persino sotto la pioggia battente conservano espressioni luminose.

(photo by Pim)

5 risposte a “Le persone belle non sono mai stanche davvero”

  1. Avatar emma
    emma

    Cher Pim, quelles belles lignes (que je ne comprends malheureusment pas en entier dans ta belle langue).. Mais ta sincérité me fait penser que nous sommes définitivement dans le monde avec le sourire et pour vivre les choses les plus extraordinaires ! Coûte que coûte.
    Et dans ce que tu écris, on voit aussi l’âme qui est expression de ‘gioia’ profonde; comment être alors fatigués 😉 de sourire ?
    Une belle journée !

  2. Avatar Pim

    Tu apprends l’italien rapidement, alors je suis sûr que tu as bien compris le sens. J’aime les hommes et les femmes qui sourient, malgré les difficultés de la vie.
    Joyeux lundi de Pâques!
    P.

  3. Avatar emma
    emma

    Il faut toujours sourire, essayer. Surtout le lundi ;)(Pâques ou pas). Tes belles pensées et cet over mind devraient nous empêcher à jamais d’être tristi..

  4. Avatar Pim

    J’essaie, en effet…
    Merci Emma.
    🙂

  5. Avatar Moimême
    Moimême

    Vero! Le belle persone non sono mai stanche davvero…
    Ma non per tutti.
    Ps: beaux yeaux!

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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