Frontiera è il racconto per immagini di due giovani che si incontrano sul ponte di un traghetto diretto a Lampedusa, dove sono chiamati a svolgere il proprio lavoro: uno è un sommozzatore che deve recuperare i cadaveri dei naufraghi, l'altro il necroforo che avrà il compito di seppellirli.
Non sono un cultore dei cortometraggi ma questo, vincitore lo scorso anno del David di Donatello, merita almeno una citazione. Domenica notte il mare di Lampedusa è stato teatro dell’ennesima tragedia che ha causato tredici morti e numerosi dispersi. L’abnegazione di pochi volontari coraggiosi, impegnati nella ricerca e nel soccorso, non può da sola far fronte a una realtà insopportabile, inaccettabile, che attende una soluzione. Ora.
Frontiera, di Alessandro Di Gregorio, con Bruno Orlando, Fiorenzo Madonna (Italia, 2018, 14'). In visione su RaiPlay.
A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
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