Al di là del muro
Novembre 1989. Durante il corso di Neuropsichiatria Infantile al Regina Margherita conobbi una ragazza tedesca. Mi pare si chiamasse Inge, non ricordo bene, ci perdemmo di vista subito dopo l'esame. Non so più nemmeno il motivo per cui studiasse all'Università di Torino. Fatto sta che ebbi modo di commentare con lei l'abbattimento del Muro di Berlino, avvenuto in quei giorni, e la sua reazione mi sorprese.

Le riportai i giudizi a dir poco entusiastici dei media e io stesso ero rimasto favorevolmente colpito da quell'avvenimento epocale: si chiudeva una fase storica complicata, conflittuale, se ne apriva una nuova tutta da scrivere. Ebbene, Inge mi guardò male e rispose pressappoco così: non hai idea di ciò che succederà adesso nel mio Paese. In effetti no, ammisi. La Germania Orientale è uno Stato arretrato che vive in condizioni misere, continuò, il tasso di disoccupazione è giunto a livelli altissimi e la criminalità dilaga: adesso i tedeschi dell'est migreranno ad ovest, sarà una catastrofe sociale ed economica.

Non avvertii alcuna partecipazione, alcuna solidarietà nelle sue parole: percepii invece nel tono della voce una nota di disprezzo etnico nei confronti di una popolazione pur sempre tedesca, che era stata separata da quella occidentale in maniera del tutto arbitraria. Una popolazione che parlava la stessa lingua, aveva la stessa cultura e le stesse tradizioni, la cui unica colpa era di essere stata assoggettata per trent'anni a un regime autoritario.

Non osai replicare: capii che il discorso toccava Inge sul vivo. D’altro canto, non ero in grado di argomentare e la situazione appariva molto più sfaccettata di come giornali e televisioni la mettessero giù.

In effetti, la Storia ha dimostrato che l'euforia di quei giorni risultò eccessiva e persino sconsiderata. L'Europa prodotta dal crollo del Muro non si è mostrata migliore, più giusta o più pacificata rispetto a quella precedente. Il liberalismo selvaggio e corrotto emerso successivamente nei Paesi dell'ex cortina di ferro ha dato la stura a un'ideologia nazionalista e xenofoba che, nel momento storico attuale, sta coinvolgendo l'intero continente. Il Muro di Berlino, fatto di cemento e mattoni, non esiste più ma ne sono nati infiniti altri, invisibili, non per questo meno odiosi.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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