Sono poche le persone che si interessano a me con sincerità d'animo, che si preoccupano e mi dedicano gentilmente il loro tempo. Per la maggior parte si tratta semplicemente di spettatori curiosi, se non invadenti.
Sono poche le persone che si interessano a me con sincerità d'animo, che si preoccupano e mi dedicano gentilmente il loro tempo. Per la maggior parte si tratta semplicemente di spettatori curiosi, se non invadenti.
Trovo sconcertante l’interesse indiscriminato per gli altri sul luogo di lavoro, in occasioni leggere come una cena, da parte di amici o parenti.
C’è qualcosa di avvilente in certe intromissioni.
Soprattutto da parte di chi (ne parlo con cognizione di causa) entra a gamba tesa nella vita altrui senza neppure peritarsi di chiedere come stai.

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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