Libertà di pensieroMi domando continuamente cosa penso dei fatti che mi succedono, delle persone che incontro ogni giorno. Rifletto sulle emozioni che suscitano dentro me i diversi aspetti della realtà che mi si presentano davanti. Non intendo investigare a fondo i princìpi delle cose (Confucio), bensì lasciarle risuonare nella coscienza.
 
Nel darmi qualche risposta possibile cerco di esercitare le mie funzioni mentali in modo autonomo, evitando facili pregiudizi e opinioni stereotipate.
 
A volte questo fluttuare continuo di ragionamenti non pare coerente e produce un percorso non del tutto lineare dal punto di vista logico. Un percorso che prende una direzione incerta affrontando curve inaspettate, dossi improvvisi e costringe a bruschi cambi di prospettiva.
 
Credo tuttavia che questo sia il prezzo e insieme lo stile della libertà di pensiero.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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