Paolo  3 ottobre 1965Avrei potuto diventare qualsiasi cosa, come uno dei dodici bambini di John Watson. "Give me a dozen healthy infants, well-formed, and my own specified world to bring them up in and I'll guarantee to take any one at random and train him to become any type of specialist I might select – doctor, lawyer, artist, merchant-chief and, yes, even beggar-man and thief, regardless of his talents, penchants…".
Avrei potuto, sì, ma il tempo è volato via prima che me ne accorgessi. Non sono soddisfatto di me, so di aver preso decisioni sbagliate, eppure non mi rassegno ancora. Intravedo spiragli, nonostante e sempre.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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