20230724_204440Le posidonie si cullano nel fondale ciottoloso accarezzate dal ritmo pigro delle onde. Allo stesso modo vagano i pensieri, fluttuando tra il detto e il non detto, il conscio e l'inconscio, i pescherecci e la riva. Indirizzo la mente ad accogliere bugie come fossero verità, lasciando ai dubbi l’opportunità di fuggire come fossero pesci tra le reti. I presagi più inquieti creano piccoli vortici blu subito rimossi dalla schiuma della risacca. Mi ritrovo a raccogliere conchiglie e a costruire castelli di sabbia che tra poco verranno spazzati via dalla marea. Ogni spiaggia è segnata da passi e impronte, bisogna continuare a camminare senza venire inghiottiti dal vento né restare lì, fermi, ancorati.

(Castelsardo, 24 luglio. Photo by Pim)

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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