La cultura del no limits comunica un rapporto errato con il territorio compreso nel Sé corporeo. I confini che lo delimitano, fisici e psicologici, vanno scoperti, sondati, esplorati. Non devono essere sfondati come fossero cancelli. Il coraggio, antidoto contro la paura innata, va usato ma sempre con la consapevolezza che il corpo è dotato di frontiere fisiologiche le quali offrono una resistenza relativa. Ci si può ritrovare su un pendio non protetto che declina inesorabilmente, più o meno bruscamente. Se non si è allenati all'equilibrio si rischia di finire nel precipizio, nel vuoto.








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