«Le cose sono così perché lo dico io e io non sono un cretino». Mio padre ha sempre enunciato questo grottesco sillogismo con tono perentorio, insindacabile, come se bastasse l’autorità della voce a dare senso e forma alla realtà.
La presunzione di infallibilità e il bisogno di affermare il proprio valore celavano invece una fragilità profondissima, una paura antica di apparire inadeguato. Tutta la sua l'esistenza si è incentrata sulla necessità imperterrita di dimostrare al mondo di non essere un cretino. Esercizio tanto ridicolo quanto, purtroppo per lui, vano.








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