L'esistenza di mio padre

«Le cose sono così perché lo dico io e io non sono un cretino». Mio padre ha sempre enunciato questo grottesco sillogismo con tono perentorio, insindacabile, come se bastasse l’autorità della voce a dare senso e forma alla realtà.
La presunzione di infallibilità e il bisogno di affermare il proprio valore celavano invece una fragilità profondissima, una paura antica di apparire inadeguato. Tutta la sua l'esistenza si è incentrata sulla necessità imperterrita di dimostrare al mondo di non essere un cretino. Esercizio tanto ridicolo quanto, purtroppo per lui, vano.

One response to “L’esistenza di mio padre”

  1. Avatar rosy
    rosy

    Vano sicuramente perché, mentre diceva di non essere un cretino, confermava suo malgrado di esserlo

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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