Una donna e un uomo sono fermi sulla soglia del portone di un vecchio palazzo nel centro città. Fuori la pioggia scende spessa e il freddo si insinua sotto gli abiti come un ospite indesiderato. La brutta luce giallastra che aleggia nell’androne accentua il disagio termico. Restano lì, indecisi se affrontare la notte o rimandare ancora il momento in cui dovranno salutarsi.
<< L’idea che siamo a dicembre e non a febbraio, per esempio, mi spaventa un sacco. >>, dice la donna avvolgendosi una lunga sciarpa al collo.
<< Dicembre è un mese faticoso. >>, risponde l’uomo osservando le automobili che si muovono lente nel controviale. << Di per sé mi ricorda l’infanzia e quel clima di stupore che attraversava quei giorni. Si sovrappone però il disincanto dell’età adulta, un senso di distacco infastidito da tutta l’ipocrisia festivaliera che ci assedia. Vorrei scappare via, rifugiarmi in qualche città di mare sperduta, battuta dal vento, e dimenticare auguri, regali, cenoni, messe, parenti, ogni obbligo comandato. Erase and rewind. >>
<< Trieste. Vento e caffè. Lontana, scomoda da raggiungere. >>, azzarda lei, quasi per metterlo alla prova.
<< Ci sei andata vicina >>, sorride lui. << Mentre parlavo mi è venuta in mente Grado. La mareggiata con l’acqua che oltrepassa la diga, le onde che abbattono le banchine, la bora che sferza la costa… >>
<< La forza della bora mi spaventa… >>, mormora lei: << Io amo il mare della Cornovaglia, il vento freddo anche in agosto >>, aggiunge con lo sguardo che pare inseguire un ricordo distante. << Comunque io alle festività non ci voglio pensare. Vorrei un cappotto caldo, scarpe comode e andare via >>. Le sue parole hanno un tono che sa insieme di desiderio e di resa.
Si, è così, riflette lui più tardi. Una fuga netta, definitiva dai cerimoniali di fine anno che ci chiudono addosso promesse di felicità non mantenute. Basterebbe un viaggio, una strada nuova, un altro nome. Scivolare fuori dall’inquadratura nella foto di famiglia. Un luogo bianco, senza voci, senza attese, dove riparare e lasciarsi avviluppare dal silenzio.
Erase and rewind / ‘Cause I’ve been changing my mind.
(ChatGPT Image by Pim)








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