Sogno #12282025

Il ricordo è confuso, ma ho la sensazione di avvolgerti nel cerchio delle braccia. Cerco le tue mani e le metto sul petto, quasi guidandole. Mi sembra di immergermi nei tuoi fianchi morbidi e accoglienti. In penombra scorgo occhi che brillano, languidi, pieni di dolcezza. (Domani, al risveglio, li avrò ancora?)

Le tue labbra si schiudono appena, sollevando un vento leggero: << Resteremo dove ci siamo amati, in tutte le parole che ci appartengono, nelle carezze, nella dolcezza del nostro incontro. È un regalo solo nostro, inaccessibile, prezioso. >>

L’immagine sognante di Firenze sotto la neve accentua in me tenere nostalgie. Rispondo d’un fiato: << Queste parole mi emozionano, racchiudono il significato di ciò che abbiamo condiviso. Non lo dimenticheremo più. Resteremo per sempre nei giardini di Boboli. >>

Je m’éveille et c’est à toi que je souris, en te serrant dans mes bras. Qui pourrait inventer un amour plus beau?

(ChatGPT Image by Pim)

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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