Fissando lo schermo del computer portatile, Stef sussurra a memoria i versi di Guccini. << Restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento, le luci nel buio di case intraviste da un treno. Siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno… >>
<< Tutto scorre, il cuore resta. >>, chioso. Tanto per chiosare, come faccio spesso, senza pensarci troppo.
Stef non se ne accorge e mi prende sul serio: << Io credo che cambi anche il cuore, ma che conservi dei segnali. Anche ambigui. È la sua biologia, no? L’esperto sei tu. >>
<< L’esperto? Beh, sì. Diciamo che sono il fortunato possessore una protesi aortica… Quanto alle questioni di cuore, invece, confesso di non averci capito molto. >>
<< Naaa… Secondo me, capisci bene anche quelle. >>
A questo punto non posso più scherzare: << So di non sapere, ecco. E la natura umana è troppo complicata per poter star dentro a delle leggi. Siamo qualcosa che non resta, è vero… Dal canto mio vivo, faccio esperienze, cerco di apprendere. Spero di fare meno danni possibile, agli altri come a me stesso. Però temo di non esserci riuscito sempre… >>.








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