Cosa può accadere ad un uomo se decide di sorprendere moglie e amici tagliandosi i baffi che porta da sempre? Ad esempio, che nessuno si accorga del cambiamento; anzi, che tutti sostengano che, lui, i baffi non li ha mai portati. Inizia così una raggelante discesa a spirale nella follia, in cui il passato finisce per sovrapporsi (definitivamente?) al presente. Un piccolo film sul tema-problema dell’identità individuale, che illustra come essa rappresenti il risultato di una costruzione complessa legata tanto al soggetto quanto al contesto. Il protagonista vive la caduta di ogni sicurezza su stesso e sul proprio mondo dapprima con perplessità e poi con angoscia sempre più profonda. Il finale aperto lascia in sospeso l’esito dello sforzo ricostruttivo dell’io. Carrère è uno Chabrol in sedicesimo: la sua regia non è impeccabile e stira per le lunghe la pur interessante idea di partenza. Tuttavia ha la fortuna di dirigere due attori (Vincent Lindon ed Emmanuelle Devos) in completo stato di grazia.
L’amore sospetto (La Moustache) di Emmanuel Carrère con Vincent Lindon, Emmanuelle Devos, Mathieu Amalric (Francia 2006, 86’) Vincitore della Quinzaine des Realisateurs al Festival di Cannes 2005







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