Non so quanto sia delicato commentare, soprattutto non avendo prescrizioni sagge in tasca.
Però poi leggo il tuo ultimo post, quello del gatto.
Li collego e mi viene da dire che la vita fa delle cose tipo quel gatto che all’improvviso balza sul parabrezza. Non c’era, non l’avevi previsto, non lo potevi prevedere. Però in un certo momento appare.
Allora chissà che cosa c’è dietro il prossimo angolo.
Un saluto
Mont
Non c’era una vera e propria liaison tra i due post – il commento a Montale si riferisce ad una situazione non recente – però non mi sentirei di escluderla a priori. L’inconscio non pesca a caso dal mazzo dei ricordi.
Grazie per il suggerimento, Mont.

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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