Larte_del_sogno Quando scegli l’Inconscio come protagonista di un film, o sei Buñuel (al minimo Corman) o il rischio di girare una fesseria è altissimo. Gondry delira per gli affari suoi e magari si diverte pure, ma lascia lo spettatore alle prese con una snervante tiritera di balordaggini vintage. Se questa è la materia di cui sono fatti i sogni, è meglio tirare la catena.

L'arte del sogno (La science des rêves) di Michel Gondry con Gael Garcìa Bernal, Charlotte Gainsbourg, Alain Chabat (Francia/Italia 2006, 105')

3 risposte a “L’arte del sogno”

  1. Avatar Giulia

    Grazie per avermi avvisato

  2. Avatar anecòico

    Meglio saperlo prima. Grazie Pim!
    Non ti leggevo dal post su Maria Antonietta, mea culpa.
    http://cattivamaestra.blog.lastampa.it

  3. Avatar Pim

    Non mi assumo responsabilità, naturalmente! I giudizi sul film sono quasi tutti positivi, la mia è una delle poche voci discordanti. Dopo “Se mi lasci ti cancello” attendevo però qualcosa di meglio da Gondry.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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