The_logical_song Breakfast in America dei Supertramp fu il regalo per i miei quindici anni. Non appena lo misi sul piatto, rimasi immediatamente catturato dalla raffinatezza delle melodie che si susseguivano come un fiume in piena. Pop, sì, ma straordinariamente ispirato. E arricchito da rifiniture jazzistiche che in molti passaggi rivelavano, dietro la brillantezza della musica, un’intensità drammatica insolitamente lontana dagli stereotipi del genere.

Tante le canzoni memorabili: Goodbye Stranger, Breakfast in America, Take the long way home. The logical song resta però la mia preferita, arrangiata con un equilibrio e una perfezione da mettere i brividi: la voce distesa in falsetto di Roger Hodgson, l’inconfondibile piano Wurlitzer, il ritmo teso della batteria, l’assolo singhiozzante di sax che punteggia il disincanto descritto nel testo. Quel simple man ero io. E lo sconcerto che allora provavo di fronte al mondo non mi ha abbandonato.

"When I was young, it seemed that life was so wonderful, a miracle, oh it was beautiful, magical and all the birds in the trees, well they'd be singing so happily, joyfully, playfully watching me. But then they send me away to teach me how to be sensible, logical, responsible, practical. And they showed me a world where I could be so dependable, clinical, intellectual, cynical. There are times when all the world's asleep the questions run too deep for such a simple man. Won't you please, please tell me what we've learned? I know it sounds absurd, but please tell me who I am… Now watch what you say or they'll be calling you a radical, liberal, fanatical, criminal. Won't you sign up your name, we'd like to feel you're acceptable, respectable, presentable, a vegetable! But at night, when all the world's asleep the questions run so deep for such a simple man. Won't you please, please tell me what we've learned I know it sounds absurd but please tell me who I am…".

10 risposte a “The logical song”

  1. Avatar Pim

    Quand’ero giovane, sembrava che la vita fosse così meravigliosa,
    un miracolo, oh, era così bella, magica
    e tutti gli uccelli sugli alberi, beh, cantavano così
    felicemente, gioiosamente, guardandomi con spensieratezza.
    Ma poi mi mandarono via per insegnarmi come essere
    sensibile, logico, responsabile, pratico.
    E mi mostrarono un mondo in cui potevo essere così
    affidabile, obiettivo, intellettuale, cinico.
    Ci sono momenti, quando tutto il mondo è addormentato,
    in cui le domande scorrono troppo in profondità
    per un uomo tanto semplice.
    Vi dispiacerebbe, per favore, dirmi cosa abbiamo imparato?
    So che può sembrare assurdo
    Ma per favore ditemi chi io sono…
    Ora bada a quello che dici o ti chiameranno radicale,
    liberale, fanatico, criminale.
    Potresti scrivere il tuo nome, ci piacerebbe sapere se sei
    accettabile, rispettabile, presentabile, un vegetale!
    Ma di notte, quando tutto il mondo è addormentato,
    le domande scorrono troppo in profondità
    per un uomo tanto semplice.
    Vi dispiacerebbe, per favore, dirmi cosa abbiamo imparato?
    So che può sembrare assurdo
    ma per favore ditemi chi io sono…

  2. Avatar Biz

    Il video, qui : http://www.youtube.com/watch?v=pBAasek8NR4
    A me piaceva di più take a long way home.

    qui in versione live (un po’ troppo veloce).
    Ottimo lp (all’epoca ero più rokkettaro, ma mi piaceva lo stesso: la musica valida è sempre valida, se hai le orecchie)

  3. Avatar montgolfier

    e secondo me, è meglio che lo sconcerto resti. Altrimenti vorrebbe dire che le cose non lasciano più il segno. Possono anche fare male, è vero, ma l’alternativa mi sembra peggio. Il difficile, come sempre, è gestire.
    Un saluto
    Mont

  4. Avatar Pim

    Grazie Biz, mi hai fatto fare un salto indietro nel tempo. Certo che, oggi, quell’aspetto fricchettone fa davvero sorridere… Però la musica no, la musica mantiene inalterato il proprio spessore.
    Saluti.
    Pim

  5. Avatar Pim

    Hai sempre parole di saggezza, Mont. Se gli accadimenti lasciano in noi tracce visibili del proprio passsaggio, significa che siamo vivi…

  6. Avatar anecòico

    Conoscevo i brani, ma non avevo mai visto i video.
    Ma non vi manca il vinile?

  7. Avatar Giulia

    E’ vero sono gli altri che ci devono dire chi siamo, sono gli altri che ci vedono, noi non ci vediamo ci perccepiamo, ma è un’ottca molto diversa. Bella canzone Ciao Giulia

  8. Avatar tristantzara

    Copertina blu e pianoforte,loro erano canadesi.se non sbaglio, 1979,rimasto in classifica più di un anno,melodie molto dolci e belle. Niente da dire, un album storico.

  9. Avatar Pim

    Ciao Anecoico. Più che altro mi mancano quelle belle copertine che avevano gli album degli anni ’70. Il suono del cd (sebbene più “piatto”) rimane eccellente anche dopo molti ascolti e non c’è quel fruscio fastidioso tipico dei vecchi 45 e 33 giri.

  10. Avatar Pim

    Erano inglesi. Comunque, sì, l’album uscì nell’autunno del 1979.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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