Le sere turchine d’estate
andrò nei sentieri
punzecchiato dal grano,
calpestando erba fina:
sentirò, trasognato,
quella frescura ai piedi.
E lascerò che il vento
mi inondi il capo nudo
non dirò niente, non penserò niente:
ma l’amore infinito mi salirà nell’animo,
e andrò lontano, più lontano,
come uno zingaro, nella natura
felice come una donna.

(A. Rimbaud)

Una risposta a “Le sere turchine”

  1. Avatar julia

    Poesia bellissima…Fa venir voglia di andare a passeggiare in mezzo ai campi, con la mente altrove.
    Ciao.
    Julia

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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