<< Due parole sulla Siria >>. La voce tonante di Guido la Guida rimbomba nella sala mettendo a tacere il chiacchiericcio dei presenti. << La Siria è un Paese accogliente, civile e tollerante. La libertà religiosa è garantita costituzionalmente. I rapporti tra musulmani, cristiani ed ebrei si mantengono buoni, al massimo qualche bega tra due correnti musulmane, i drusi e gli alauiti. La gente è semplice, ospitale, di mentalità moderata >>. Già mia zia, che lavorò nell’ospedale italiano di Damasco tra il 1959 e il ‘71, ripeteva di non dar retta a quanto raccontavano giornali e televisione. Altro che Asse del Male. La posizione politica della Siria sul piano internazionale non appare più sfuggente di quella di altri Stati regionali. Ufficialmente è ancora in guerra con Israele, e ciò motiva la legge marziale attualmente in vigore, ma le trattative diplomatiche in corso sembrano ormai a buon punto. << La lingua ufficiale è l’arabo >>, prosegue Guido, << La seconda è l’inglese, specialmente presso i giovani. Sentirete parlare francese, ma quasi esclusivamente dagli anziani. L’italiano è sempre più diffuso, soprattutto nelle zone turistiche >>.
Prendo meticolosamente appunti utili soltanto per il blog. Potrebbe scapparci un post su questo quinto viaggio che mi accingo a fare nel Vicino Oriente, in un’estate (quasi) senza mare. Immagino già che il prossimo anno toccherà alla Cappadocia e la questione si riproporrà: una settimana di riposo sotto l’ombrellone oppure un altro tour di scarpinate mozzafiato (in tutti i sensi)? Occupiamoci intanto del presente, o meglio del futuro prossimo.
<< Che cosa vedremo? Anzitutto Damasco, una città viva, colta e ricca. Il Museo Nazionale contiene reperti di notevole importanza risalenti agli Omayyadi e alla dominazione ottomana. La Grande Moschea ospita la tomba di Giovanni il Battista, cui i musulmani sono particolarmente devoti. Faremo un giro per il mercato coperto e poi andremo alla torre dalla quale si calò Paolo per sfuggire ai suoi persecutori >>. Torno con la memoria alla Conversione di San Paolo, nella chiesa di Santa Maria del Popolo a Roma. Ricordo l’emozione nel vedere un Caravaggio dal vero. Soprattutto quel chiaroscuro potente, irriproducibile su qualunque libro di storia dell’arte. Ogni viaggio è la prosecuzione di altri viaggi.
<< Visiteremo quindi la Siria occidentale. A Ma’lùlah si parla tuttora un dialetto aramaico simile a quello in uso ai tempi di Gesù. Vedremo la fortezza crociata di Krak des Chevaliers, poi Ebla con i suoi scavi, Hama. Ci fermeremo ad Aleppo, che ha una cittadella antichissima, un vasto suq e un tell di notevole importanza archeologica. Nei pressi si trova la chiesa di San Simeone, lo stilita per intenderci. Passeremo lungo il lago Assad, un bacino artificiale che raccoglie l’acqua dell’Eufrate. A ridosso del deserto c’è Palmira, con i suoi resti romani… >>.
Qualche mano si leva. Com’è il clima? Che cosa indossare? << Il tempo è sempre buono, sereno. Fa caldo ma è un caldo sopportabile, secco, ventilato, tipico di queste regioni. L’escursione termica è però sensibile, di notte la temperatura scende molto >>. Ripenso al fantastico cielo stellato di Wadi Rum, uno spettacolo indimenticabile. E a quella silenziosa notte di capodanno che trascorsi a Gerusalemme. << Mettete calzature comode, tipo sandali da trekking con la suola spessa, portatevi un pullover per la sera, se volete un k-way per ripararvi dal vento >>. Alcune signore manifestano preoccupazione per un abbigliamento eventualmente troppo succinto. << Vestitevi come vi pare >>, le tranquillizzo io, << Nessuno dirà mai nulla. Nelle moschee occorre che le donne abbiano il capo e le spalle coperte, all’ingresso troverete di solito un omino che distribuirà un velo. Tranne togliersi le scarpe ed evitare di baciarsi, non è necessario farsi troppi problemi. In Egitto ho visto dei fedeli parlare al cellulare sdraiati davanti al minbar, giuro… >>.
<< La valuta è la lira, ma dappertutto prendono l’euro >>, continua intanto Guido. Inutile cambiare nella moneta locale, come molti turisti insistono a fare: meglio piuttosto armarsi di santa pazienza e contrattare allo spasimo. << La Siria è un Paese poco turistico, si possono acquistare molte cose belle a prezzi non proibitivi >>. Probabilmente anche la paccottiglia cinese che ha ormai invaso tutti i suq, dal Cairo a Istanbul. << La cucina damascena è semplice ma saporita: carne di agnello e di montone, verdure ripiene, un’ottima birra >>. Seguono le solite raccomandazioni sul consumo di frutta e ortaggi freschi che, personalmente, trovo eccessive. A parte il fatto che sono ottimi, siamo poi così tanto sicuri dei nostri prodotti, che le norme igieniche siano sempre garantite? Su quali basi ci si dovrebbe fidare di una trattoria piemontese e non, per dire, di Car Zaman ad Amman? Ad ogni modo, è sempre opportuno portare con sé farmaci gastrointestinali come l’imodium e il bimixin. Hai visto mai…
(Con questo post, Pim e i suoi Risvolti si prendono un breve periodo di riposo. A tutti un sincero augurio di trascorrere vacanze serene e in buona armonia, vi lascio un caro saluto e un abbraccio. Arrivederci a presto.)







Rispondi