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La voce del Padrone ribadisce: panem et circenses. Panem poco, circenses a volontà. Teniamo alto il morale degli italiani. Se persino i parlamentari sono depressi, difendiamo l’allegria. Non c’è solo l’Alitalia, il crollo delle Borse e la procura di Milano. Non ci sono solo i rom, le prostitute, i mutui a tasso variabile. Per fortuna c’è Zelig. Per fortuna siamo dotati di un sano e confortante senso dell’umorismo. La realtà, per quanto dura, è un repertorio inesauribile di comicità che sgorga dagli affanni in cui annaspiamo, dalle difficoltà che quotidianamente dobbiamo fronteggiare, dai meccanismi perversi nei quali siamo intrappolati. L’unico modo per tirare avanti è sdrammatizzare.
Ecco la parola d’ordine: sdrammatizzare.
Difendiamo l’allegria, dunque. Quella semplice, scanzonata, ammiccante, che non ha l’obbligo d’essere intelligente a tutti i costi. Quella un po’ sgangherata delle battutacce, dei doppi sensi, dei tormentoni, che suscitano ilarità senza prevenzioni e presunzioni intellettuali. Quell’allegria che non fa pensare, distrae l’attenzione e anestetizza le coscienze della plebe.
Sì. Per fortuna c’è Zelig.
Che bisogno abbiamo di cambiare programma?

5 risposte a “Per fortuna c’è Zelig”

  1. Avatar Prishilla

    Giusto. E casomai c’è sempre il campionato che ci salva.
    Prish

  2. Avatar antonio
    antonio

    mai piaciuto zelig neanche ai tempi d’oro… spettacolino comico in casa del padrone buono per riempire tutta la settimana metà Studio Aperto…

  3. Avatar Fino

    Sì, meno male che c’è Zelig, che però satira non ne fa più.
    Un abbraccio, Pim
    Fino

  4. Avatar Pim

    Prish:
    Però non salva i tifosi juventini…

    Antonio:
    Riguardo i siparietti di Italia1 hai ragione, sono ridicoli. Il discorso va allargato comunque a quei telegiornali che lanciano i programmi della rete di appartenenza. Quando il Tg1 serale annuncia la fiction che seguirà, mi chiedo se sta facendo informazione o pubblicità.

    Fino:
    La satira è ormai morta e sepolta…
    Grazie per i vostri interventi.

  5. Avatar laura
    laura

    ultimamente lo trovo ripetitivo. forse non c’è davvero troppo da ridere…

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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