Dimitri ha un’espressione meditabonda: << Non ricordo il titolo del libro. La storia è quella di una ragazza che si trova improvvisamente a che fare con la figlia dodicenne di un uomo, il quale nel frattempo ha avuto un incidente in montagna. Una bambina insopportabile, e lei è costretta a starci insieme per due giorni >>.
<< Sì, sì >>, lo interrompo, << e poi, alla fine, andranno d'amore e d'accordo >>.
<< Esatto >>.
<< Mai sentito >>.
<< Forse ti confondi >>, interviene Loulou. << La piccola streghetta fa a pezzi la futura matrigna, poi la cucina e la fa mangiare al padre… >>.
<< … con contorno di lumache e verdure di stagione >>, aggiungo.
Dimitri adesso sbotta. << Va' a quel paese, Pim… cos’è, una ricetta di Montalbán? >>.
<< Uh, che permaloso. Vedrai che un giorno diranno di me: era un grande statista, altroché… >>.
Ciao PIm, un mese fa ho visto un film simile: quando nasce la sorellina, un bambino di 8 anni fa fuori il padre e la madre perché non si sente amato abbastanza (gli procura incidenti), e il film finisce con i genitori chiusi in clinica psichiatrica (i bambini hanno sempre ragione, secondo gli assistenti sociali) ed il “dolce” pargolo va a vivere con lo zio single, che quindi ha tutto il tempo da dedicare a lui in esclusiva.
Ah, e la sorellina finisce in orfanotrofio!
Non ricordo il titolo del film, ma è simile alla tua storia :)))
A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
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