Hidden track The End, che chiude Abbey Road, viene idealmente considerato l’ultimo brano dell’ultimo album dei Beatles.
Non è così.
La musica sembra finita, stai per prendere in mano il disco quando, nei solchi finali, il suono riprende a sorpresa. Her Majesty, una canzoncina garbata e irriverente di ventitré secondi che neppure compare nei titoli di copertina. La prima hidden track della storia.

Sono le storie minime, i non-episodi, le relazioni che giudichiamo meno impegnative a lasciare paradossalmente il segno più profondo. Sono le persone che apparentemente non spargono tracce a incidere più a lungo nel cuore e nella carne. Hidden tracks. Com’è Her Majesty, una canzoncina per voce e chitarra, a concludere la grandiosa produzione musicale dei Fab Four.

Leggerezza: parola chiave nella mia vita. La più intima e personale. Il mio modo di sentire, il mio desiderio, la mia aspirazione.

2 risposte a “Hidden track”

  1. Avatar Prishilla

    una sostenibile (eco-sostenibile?!) leggerezza dell’essere…
    un bel pensiero pim, buon finesettimana
    prish

  2. Avatar Pim

    Grazie Prish, altrettanto a te. Con un abbraccio.
    Pim

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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