Ghe pensi mi

Diffidare di chi, battendosi il petto, esclama “Ghe pensi mi”. Che sia un medico, uno psicologo, un avvocato, un idraulico oppure il presidente del consiglio. Questa pretesa di onnipotenza porterà certamente con sé consensi e voti, ma è illusoria. Non si può agire senza avere un minimo di consapevolezza di quali sono i propri limiti. Tenere sempre presenti le parole che Churchill rivolse agli inglesi nel 1940, allo scoppio della seconda guerra mondiale: “Non ho altro da offrire che sangue, sudore e lacrime”.

5 risposte a ““Ghe pensi mi””

  1. Avatar umberto novara
    umberto novara

    Leggo solo ora,dopo due giorni,questa riflessione, che condivido. Voglio,però,aggiungere la mia, per due ragioni: sono milanese da più generazioni ( e forse molto più di Berlusconi, e conosco il significato vero di espressioni, che denotano la vera dimensione umana della gente sana,onesta, di una volta,gente che non esiste più ( i milanesi d’anteguerra e del post-guerra, anni ricostruzione, così portata alla vera – e non mi annoio a ripetere questo aggettivo -solidarietà). In secondo luogo: più antiberlusconiano di me non c’è nessuno: domani (lo scrivo da ex insegnante liceale di storia ) i “veri” storici dovranno scrivere ,sui libri di storia, che Berlusconi, dopo un ALTRO che non nomino, ha rovinato gran parte d’Italia. “Ghe pensi mi” sulla bocca di quella gente onesta, di vera umanità, significava assumersi una grande responsabilità,impegnarsi in prima persona, in modo del tutto disinteressato,per aiutare il prossino (qualcuno in difficoltà): in altri termini, la vera amicizia,la vera fratellanza.Era l’equivalente dell’asciugare qualche lacrima ( e forse, nell’inconscio freudiano, era la bella voce che sentimmo dal vero uomo che si chiamava Roncalli,quella sera,davanti a quella luna: la luce che,anche se soffusa,vinceva sulle tenebre). Sulle labbra di Berlusconi è la vera strafottenza che ha il suo retroterra nell’agire sempre per il proprio interesse; nel migliore dei casi: l’opposto della vera amicizia ( come dire: solo io,solo io…umiliando il prossimo, quasi buttandogli in faccia la sua incapacità). Dato che sono stato lungo, faccio l’ultima aggiunta che volevo evitare: il “ghe pensi mi” era sempre la scelta risolutiva, talora sulla propria pelle,in aiuto di chi non sapeva più che fare ( la di-sperazione); l’esempio che ho sempre avuto davanti agli occhi, da giovane studente, era quello,insegnatomi, di padre Kolbe, che durante la decimazione nel campo di concentramento nazista, all’uomo che si dis-sperava ,si offriva (ghe pensi mi): prendete me ,al suo posto.

  2. Avatar Pim

    Il sacrificio di padre Kolbe è ed è rimasto esemplare – come quello di Salvo D’Acquisto, aggiungo. Ma si tratta appunto di un sacrificio, un atto di altruismo estremo. Il “ghe pensi mi” rimanda invece a motivazioni prettamente narcisistiche.
    Grazie per l’intervento, che condivido.
    Pim

  3. Avatar Roberto
    Roberto

    Non discuto il valore storico e umano del ” ghe pensi mi ” milanese, ma nella maggior parte dei casi, credo fermamente che si tratti di una esclamazione che implica automaticamente un eccessiva autostima ed una poca considerazione per gli altri. Detta poi dal nostro Presidente del consiglio, è decisamente da interpretare come una mera provocazione,volta a scereditare e far apparire incapaci i propri rivali in politica.

  4. Avatar umberto novara
    umberto novara

    D’accordo con Roberto. Il problema è: anch’io,come Berlusconi, o lui come me, negli anni giovanili ( io,più giovane,allora semplice fanciullino,lui già ‘giovanotto’) siamo cresciuti in quel contesto. Solo che lui oggi è così, ha tradito la sana ‘civiltà’ dei padri, io non sono cambiato, ma non me ne vanto (altrimenti sarei come il fariseo della parabola, che si ritiene superiore, e già si contraddice). Fedeltà ai nostri padri,poi, ad ogni livello politico, è proprio totale “considerazione degli altri” (nè poca,nè un po’ di più). E’ la realtà più semplice e bella, ma oggi sembra tutt’altro (solite obiezioni:ingenuità! moralismo! cosa da donniciola! ).Poichè nessun uomo non può non pensare all’altro, l’altro, per chi ci governa (devo fare dei nomi?), l’altro è LUI .

  5. Avatar umberto novara
    umberto novara

    Pim,sono trascorsi soltanto pochi giorni (nemmeno una settimana) e abbiamo l’ennesima versione del ghe pensi mi. A quei tempi se uno si fosse comportato in questo modo …(per fortuna oggi non più così) avrebbe preso la cravatta dal cassettone e poi… non è necessario proseguire. Ieri ho visto le prime battute di Ballarò:mi è apparsa una Rosy Bindi sofferente, quasi disorientata,che solo la sua intelligenza le consentiva di articolare un discorso preciso; ma poi sentendo Lupi (uno dei tanti Ghedini,Cicchitto, Bonaiuti,Capezzoni… voltastomaco), ho preferito spegnere. Almeno F.C. si salva… ED ORA non riesco a togliermi dalla testa un’idea fissa: la signora Lario che cosa prova dentro di sè ( non riesco a pensare ai figli,non so perchè; aiutami tu ).Saluti.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

Ottobre 2010
L M M G V S D
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

Scopri di più da SCRIVERE I RISVOLTI

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere