Aerostato, che parola meravigliosa, carica di antica ispirazione. Come dagherrotipo, draisina, Méliès…
Aerostato, che parola meravigliosa, carica di antica ispirazione. Come dagherrotipo, draisina, Méliès…
Con il dagherrotipo è nato la società dello spettacolo. Questo Daguerre era il steve Jobs dell’epoca, egli ha sfruttato un’invenzione di Nicéphore Niepce che si chiamava eliografia 🙂
Alex
Daguerre come Steve Jobs… hai ragione, Alex, sono stati due rivoluzionari.
Grazie, ciao.
Pim
aipad però non mi suona altrettanto magico. probabilmente manca la romantica patina del tempo 😉
Aipad è una parola asettica in dotazione quotidiana, sovrabbonda di tecnicismo, non produce immagini suggestive. Utilità pura. Chissà, magari fra trent’anni la evocheremo come un’icona del passato – oggi qualcuno lo fa con il Commodore 64 -, ma nel caso non so quanta emozione ci suggerirà.
Ciao Prish, buon inizio settimana.
Pim
Suona anche bene, richiama un senso di levità, di felice imponderabilita’….
rosy
Sì, suona meglio di aerofagia… 🙂
P.
E’ il fascino della prima volta, quando si spalancano nuovi orizzonti. Poi diventa un’abitudine.
dragor (journal intime)
… poi l’abitudine nel tempo si perde e lentamente si trasformano in vocaboli densi di suggestione, persino di mistero.
P.

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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