Mia madre… Un film in cui la parte personale (la malattia della madre) e quella pubblica (le vicissitudini del regista) non raggiungono un equilibrio narrativo soddisfacente. Nanni mette però in scena uno sforzo coraggioso e impudico di auto-analisi che non ci può lasciare indifferenti.

(18 aprile 2015, via Messenger)

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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