La tabaccaia 2

Sceneggiatura di Pim n. 6/2026 – Commedia all’italiana

Scena 2 – Interno – Bagno / Cucina

Split screen. Da una parte lui che si lava le mani con concentrazione quasi filosofica. Dall’altra lei in cucina, che maneggia una teglia enorme con la sicurezza di chi ha già sfamato mezza riviera più di una volta nella vita.

Marcello esce dal bagno, segue il profumo come fosse un can da trifole e la trova ai fornelli.

MARCELLO
Mmm… ma che odorino… (strabuzza gli occhi, sinceramente colpito) Cos’hai preparato?

TABACCAIA
Capra in porchetta. (con naturalezza) Ricetta trovata sull’Artusi. È subito pronta… cioè, quasi pronta. Siediti.

Un rapido gioco di montaggio: la teglia che entra ed esce dal forno, la tavola che si apparecchia quasi da sola, una finestra aperta da cui entra lo sciabordio delle onde contro le barche nel porto canale.

Si siedono uno di fronte all’altra. Lei è accaldata: il forno, il vino, o forse l’atmosfera. Si sfila la vestaglia trasparente con un gesto semplice, restando in una sottoveste leggera che sembra non debba necessariamente rimanerle addosso per l’intera serata.

Dissolvenza incrociata: il suo seno e un nudo d’epoca – Anita Ekberg, giovane e sfrontata.

Marcello deglutisce un paio di volte. Poi si ricompone. Più o meno.

MARCELLO
Scusa ma… il vino? (si blocca, rendendosi conto troppo tardi che avrebbe già potuto aprirlo, fare scena, guadagnare punti… ormai è tardi)

TABACCAIA
Ah sì, certo… è in frigo.

Marcello la guarda stranito.

MARCELLO
In frigo? (pausa, poi esplode) Cosa? In frigo? (tira giù due imprecazioni da scaricatore di porto)

Dalla finestra, qualcuno ride. Forse un pescatore, forse il vento. O forse è tutta la riviera romagnola, che certe scene le ha già viste.

(2 – continua)

(Immagine generata con l’AI)

2 risposte a “La tabaccaia”

  1. Avatar Cinzia*

    ciao Paolo…
    tanti auguri di buon onomastico! 😃🎉

    1. Avatar Pim

      Grazie di cuore 🙂

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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