(Pubblicato su Blu Agorà Caffè il 29 giugno 2005)

Credo che la canzone sia questa. Tratta dall’album Paris, Milonga. Seguendo il testo, ho cominciato a canticchiarla come se l’avessi ascoltata appena ieri e non fossero trascorsi invece anni. Mentre ne ritrovavo le note, ho avvertito un fremito. E se si riferisse a… Che sia un altro segnale, un’altra premonizione? O forse nella mia memoria è rimasta traccia di un antico incontro destinato a ripetersi?

Lo so, lo so che questo non è cipria, è sorriso
E sì, che non è luce, è solo un attimo di gloria
E riguarda me, che sono qui davanti a te sotto la pioggia
Mentre tutto intorno è solamente pioggia e Francia.

Chissà cosa possiamo dirci in fondo a questa luce
Quali parole, luce di pioggia e luce di conquista
Hum… lasciamo fare a questo albergo ormai così vicino,
Così accogliente, dove va a morir d’amore la gente.

Io e te, chissà qualcuno ci avrà pure presentato
E abbiamo usato un taxi più un telefono più una piazza
Io e te, scaraventati dall’amore in una stanza,
Mentre tutto intorno è pioggia, pioggia, pioggia e Francia.

2 risposte a “Parigi”

  1. Avatar Prishilla

    La memoria la sa lunga sul futuro 😉
    Prish

  2. Avatar Pim

    Touché.
    🙂

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

Novembre 2014
L M M G V S D
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930

Scopri di più da SCRIVERE I RISVOLTI

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere